Un nuovo sguardo sul cielo di Milano

L’UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA INAUGURA UN TELESCOPIO CHE SARÀ UTILIZZATO PER ATTIVITÀ DIDATTICHE

Una cupola bianca da 3 metri di diametro è stata installata sul terrazzo lato sud dell’Edificio U9 “Koinè” dell’Università di Milano-Bicocca, in viale dell’Innovazione. Al suo interno è posizionato un telescopio Ritchey-Chrétien da 400 mm di diametro. Un nuovo sguardo sul cielo di Milano, offerto dall’ateneo alla comunità accademica e alla cittadinanza.

Il telescopio è stato inaugurato e presentato il 1° luglio durante l’incontro tra la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni, e il cosmologo Carlos Frenk, docente alla Università di Durham (Regno Unito), un incontro che ha aperto il Bicocca Astrophysics Day, la Giornata dell’Astrofisica dell’ateneo.

Il telescopio è in dotazione all’Unità di Astrofisica del dipartimento di Fisica di Milano-Bicocca, un gruppo di professori e ricercatori attivi nella cosmologia, nello studio delle strutture cosmiche e delle onde gravitazionali. Un team impegnato in progetti di ricerca internazionali e che sarà tra i primi a utilizzare i dati raccolti dal James Webb Space Telescope.

Forti della loro esperienza, i ricercatori hanno deciso di lanciare il Telescopio Bicocca, un progetto che sposa esigenze didattiche e di terza missione, istituendo così un nuovo punto di osservazione del cielo a Milano.

Corredato da una camera fotometrica per riprendere immagini di oggetti celesti in diverse bande dello spettro e.m., uno spettrografo a media risoluzione per analizzare la composizione di luce raccolta dal telescopio e di un piccolo telescopio ausiliario per osservazioni solari, il telescopio verrà utilizzato dagli studenti di Milano-Bicocca, in particolare da quelli del corso di laurea magistrale in Astrophysics and Space Physics, in lingua inglese: potranno così vivere in prima persona l’esperienza di esperimenti scientifici che vengono svolti nei più grandi osservatori del mondo, osservando il cielo, studiando e analizzando dati con strumenti scientifici simili a quelli professionali.

A partire dal prossimo autunno verranno proposte iniziative per le scuole, elaborate in base al target di età: gli alunni potranno esercitarsi nella pratica scientifica attraverso l’esperienza diretta con il telescopio, controllandolo da remoto con la supervisione dei docenti dell’Università. Inoltre, l’osservatorio sarà al centro di percorsi di alternanza scuola-lavoro e di attività di orientamento universitario. Anche il pubblico sarà coinvolto in un programma di citizen science: laboratori e progetti propedeutici alla ricerca.

“L’Osservatorio è stato realizzato con la finalità di proporre iniziative per tutti, dagli studenti ai cittadini, senza limiti di età – afferma la rettrice Giovanna Iannantuoni Unendo le nostre competenze nella ricerca, nella didattica e nella formazione, puntiamo a diffondere nella società il valore dell’esperienza scientifica. E per farlo non c’è niente di più poetico e significativo dell’osservazione della volta celeste sopra di noi».

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