Hubble riprende l’ammasso globulare Liller 1

È uno dei pochi sistemi che esibiscono due popolazioni stellari

Liller 1 nell'immagine ripresa da Hubble (ESA/Hubble e NASA, F. Ferraro)

Gli ammassi globulari sono oggetti a simmetria sferoidale, formati in media da molte migliaia di stelle. Con età tipiche di circa 12 miliardi di anni, sono considerate tra le strutture più antiche presenti nell’alone della Via Lattea. Si muovono lungo orbite eccentriche intorno al nucleo quindi li osserviamo anche a decine di migliaia di anni luce.

A regalarci una nuova spettacolare visione di un ammasso globulare è, ancora una volta, il buon vecchio Telescopio Spaziale Hubble (HST), quasi a non voler cedere lo scettro al debuttante James Webb Space Telescope (JWST). Anzi, HST è andato a sbirciare esattamente nella regione dello spettro elettromagnetico dove JWST darà a breve il suo meglio, vale a dire nell’Infrarosso Vicino.

Liller 1 ripreso nella regione visibile mediante la DECam applicata al V. Blanco Telescope di 4m. Come si evince, l’oggetto appare fortemente arrossato per via della densa coltre di gas e polveri lungo la direzione di vista. (Legacy Surveys, DECaPS 1)

Fortemente oscurato

Quello raffigurato è infatti Liller 1, un globulare relativamente vicino, distante circa 30mila anni luce dalla Terra nella costellazione dello Scorpione. Di norma, a tali distanze, gli ammassi globulari sono oggetti abbastanza brillanti, ma non Liller 1 perché proiettato in direzione del centro galattico ed è perciò fortemente oscurato dai gas e polveri presenti in quella regione.

È un oggetto estremamente debole nel visibile ma molto interessante poiché, pur essendo considerato un ammasso globulare, esibisce caratteristiche che lo avvicinano a una galassia nana.

È ormai un fatto accettato che alcuni ammassi globulari siano in realtà i nuclei di antiche galassie nane alle quali la Via lattea ha sottratto le stelle periferiche nel corso di ripetuti avvicinamenti. Questo è il caso di Omega Centauri, Messier 53 e più in generale di tutti gli ammassi globulari con evidente forma ellittica. Alcuni tuttavia manifestano una seconda o addirittura una terza generazione di stelle.

Liller 1 può essere considerato appartenente a questo club relativamente ristretto perché, oltre alla tipica popolazione antica vecchia di circa 12 miliardi di anni, ne presenta una seconda molto netta più giovane, intorno a 1-2 miliardi di anni. Come mai?

Il diagramma colore/magnitudine (CMD) di Liller 1 manifesta nettamente la presenza di una popolazione giovane, ben separata dalla tipica popolazione vecchia (curve rosse). [ Tratto da Nat Astron 5, 311–318 (2021)]

Due popolazioni stellari

Sappiamo che gli ammassi globulari non ospitano apprezzabili quantità di gas, sia perché esaurito nella prima formazione stellare (Popolazione II), sia perché incapaci di trattenerlo a causa della preponderante gravità della Via Lattea. Anche il gas rilasciato dalle esplosioni stellari è andato perso, ma con Liller 1 tale processo non è avvenuto, oppure ha catturato nuovo gas nel corso del suo progressivo transito nei pressi del disco della Via Lattea.

Probabilmente è più massiccio di un tipico globulare, con 2,5 milioni di masse solari. Ma in passato potrebbe essere stato ancora più massiccio, sino a diversi miliardi di masse solari, il che implica la natura di piccola galassia anziché di grande ammasso.

Potrebbero essercene altri

È probabile che nella regione del rigonfiamento centrale (bulge) si celino altri ammassi globulari di questo tipo, parzialmente e del tutto nascosti alla vista. Se sono davvero fossili della prima formazione galattica, sono pezzi importanti del puzzle di come la nostra Via Lattea si sia evoluta.

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 298 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.