Gli esopianeti compiono trent’anni

I primi oggetti non stellari furono scoperti intorno a una pulsar

Rappresentazione artistica della pulsar Lich (Pablo Carlos Budassi)

Il 9 gennaio 1992, Nature pubblicava un articolo davvero storico in cui gli astronomi Aleksander Wolszczan e Dale Frail annunciavano la scoperta di due corpi planetari intorno alla pulsar al millisecondo PSR1257+12 sita nella costellazione della Vergine.

Nonostante 51 Pegasi b (Bellerophon) sia spesso citato come il primo scoperto, in realtà è il primo corpo planetario a essere stato individuato intorno ad una stella di sequenza principale di classe K. La scoperta, annunciata nel 1995 sempre su Nature, fu il coronamento di una lunga e sistematica ricerca mediante l’osservazione delle velocità radiali esibite da stelle di tipo solare. Questo successo fruttò il Premio Nobel per la Fisica 2019 agli scopritori, Michel Mayor e Didier Queloz.

In verità i primi oggetti di taglia planetaria a essere stati scoperti furono i due intorno alla pulsar, poi denominati Poltergeist e Phobetor. Questi due pianeti, entrambi di circa 4 masse terrestri, sono ritenuti di seconda generazione, cioè formatisi nel materiale rimasto dopo l’esplosione della supernova. I nomi da film horror vogliono richiamare tale origine, come illustra la locandina di fantasia disegnata per l’occasione.

Locandina di fantasia di un ipotetico film ispirato agli esopianeti della pulsar PSR B1257+12 (Nasa/JPL)

La loro scoperta fu comunque un classico caso di serendipità poiché i due astronomi cercavano al radiotelescopio di Arecibo pulsar ultraverloci. PSR B1257+12 potrebbe essere il risultato dello scontro tra due nane bianche. L’esplosione avrebbe quindi prodotto una compatta stella di neutroni di 1,4 masse solari e circa 20 km di diametro che compie 161 rotazioni per secondo. L’evento è avvenuto circa 2 miliardi di anni fa, quindi l’intero sistema è davvero molto vecchio giacché le nane bianche originarie erano, a loro volta, già vecchie di alcuni miliardi di anni.

Nonostante l’eccezionalità della scoperta, stranamente la notizia non destò molto clamore, forse perché i due pianeti non erano dei posti accoglienti per eventuali forme di vita. Questi due pianeti orbitano vicinissimi alla pulsar, in un ambiente davvero estremo, anche per i più tenaci esseri estremofili che conosciamo. Al confronto, l’ambiente di 51 Pegasi b è un’oasi, benché anch’esso non sia un mondo propizio per qualsiasi forma di vita.

Poltergeist e Phobetor distano rispettivamente 54 e 69 milioni di km dalla pulsar. Non erano gli unici pianeti intorno alla pulsar perché, due anni dopo, ne fu scoperto un terzo, al quale fu assegnato il nome altrettanto sinistro di Draugr. La possibile presenza di un oggetto diffuso (riportato come PSR B1257+12 d) non è stata mai confermata. La stessa pulsar PSR B1257+12 ha ricevuto il nome ufficiale di Lich, quello di uno zombi. Anche Drauger è un oggetto davvero speciale, infatti dista appena 28 milioni di km dalla pulsar e possiede una massa di poco inferiore alla nostra Luna. Nononostante i 4.484 pianeti confermati, rimane il corpo roccioso più piccolo a oggi conosciuto fuori dal nostro Sistema Solare.

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 282 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.