Maxipianeta o piccola nana bruna?

Un utente di Backyard Worlds scova un sistema particolare

La stella di classe K BD+60 1417e il suo compagno substellare nelle immagini Sdss (nostra elaborazione).

I successi degli scienziati amatoriali (come diremmo più elegantemente in Italiano) sono ormai così tanti che non possiamo più pensare a colpi di fortuna ma a vere e proprie ricerche condotte con criterio e competenza da personale non professionale. Ai progetti spesso prendono parte appassionati con solida preparazione scientifica in grado di approfondire l’indagine in totale autonomia.

Questo è il caso del tedesco Jörg Schümann, un partecipante a Backyard Worlds: Planet 9, che nel 2018 segnalò un interessante sistema comovente formato da una stella di tipo solare di classe K nella costellazione dell’Orsa Maggiore, catalogata come BD+60 1417, e un oggetto di aspetto substellare non molto lontano da essa.

Osservazioni di follow-up hanno permesso di stabilire che la sorgente sia fisicamente legata alla stella e potrebbe essere o un gigante gassoso o una piccola nana bruna distante dalla sua compagna ben 1.600 volte la distanza Terra-Sole. Davvero curioso che nessuno se ne fosse accorto prima, nonostante la stella fosse stata esaminata a più riprese per cercare compagne ed esopianeti.

Jackie Faherty, dell’American Museum of Natural History e co-fondatrice di Backyard Worlds: Planet 9, ritiene che la mancata rivelazione possa essere spiegata considerando che le precedenti ricerche siano state condotte molto vicino alla stella, mentre l’oggetto scoperto è notevolmente più separato. La sorgente substellare è così ben separata da poter essere tranquillamente trovata in vecchie immagini d’archivio del Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE), SDSS (Figura) e addirittura nelle 2MASS di oltre vent’anni fa. In altri termini, qualora fosse confermata la natura di esopianeta, sarebbe tra quei pochi rilevati direttamente nelle immagini.

La scoperta evidenzia ancora il ruolo rilevante assunto dagli appassionati nelle ricerche di punta, grazie al maggiore tempo libero e all’assenza di pressioni professionali. Non da meno è l’ennesimo esempio d’importanti scoperte sepolte in archivi di dati poco o per nulla controllati.

Il sistema comovente BD+60 1417 AB così come appare in immagini d’archivio WISE.

Se da un lato progetti di citizen science come Backyard Worlds, grazie all’impegno di migliaia di volontari, stanno gradualmente passando in rassegna la mole di dati dei sondaggi (si pensi al gran numero di nane brune scoperte), dall’altra gli astronomi continuano a chiedere tempo osservazione, quando magari i dati d’interesse sono già disponibili e di buona qualità nei database.

La realtà è che si raccolgono più dati di quanti si riescano ad analizzare e qui astrofili preparati potrebbero fare la differenza sia in progetti di citizen science, sia con ricerche autonome a patto di rendere gli archivi davvero fruibili.

Backyard Worlds consente ai volontari di cercare, in quasi cinque anni di dati raccolti dalla missione WISE della NASA, il fantomatico Pianeta Nove (da cui il nome) e altri oggetti del Sistema Solare, nonché sorgenti substellari sino ad alcune centinaia di anni luce. Questi ultimi vengono rivelati per via del veloce movimento esibito in una serie d’immagini raccolte in tempi diversi. Maggiore sarà il moto proprio, minore sarà la distanza della sorgente. Gli utenti del progetto li contrassegnano come candidati da riportare ai responsabili per l’approfondimento.

Questo è quello che ha fatto Schümann, notando che la sorgente si muovesse all’unisono con la stella. Le successive osservazioni con i telescopi al suolo hanno confermato tale connubio e gli astronomi hanno potuto determinare che il nuovo oggetto possiede tra 10 e 20 volte la massa gioviana. La cosa è anche intrigante perché è nella regione in cui si colloca per convenzione la massa di demarcazione tra esopianeti gassosi e nane brune, vale a dire 13 masse gioviane. In realtà tale valore è molto lasco poiché non c’è un concreto limite di massa superiore per i pianeti o uno inferiore per le nane brune.

Gli astronomi pensano che i pianeti si formino nei dischi circumstellari, mentre le nane brune da nubi autonome come per le stelle. La separazione di 1.600 UA sembra meglio compatibile con la natura di nana bruna di piccola massa. Anzi, a prescindere dalla sua natura, tra i sistemi larghi è tra quelli più sbilanciati in massa conosciuti.

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 266 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.