Hubble sbircia tra le nubi di IC 2631

Il telescopio spaziale ha osservato in dettaglio una protostella

La protostella J1672835.29-763111.64 nell'immagine di HST.

Anche se a breve l’attenzione sarà maggiormente catalizzata dal James Webb Space Telescope, il glorioso Hubble Space Telescope, pur con qualche acciacco dovuto alla vecchiaia, continua a produrre ottima scienza e lo farà, speriamo per lungo tempo ancora.

La produzione scientifica di HST proseguirà anche molto tempo dopo la sua dismissione, grazie all’eredità di dati di che ha raccolto nei suoi trent’anni di onorata attività in orbita. Dentro quei dati c’è un numero imprecisato di tesori che attendono solo di essere scoperti.

L’ultima meraviglia ci arriva dalla ben nota nebulosa a riflessione IC 2631 situata nella costellazione australe del Camaleonte. È uno degli oggetti celesti più apprezzati dagli astrofotografi e una studiatissima zona di formazione stellare. Al fianco delle giovani stelle, si possono infatti osservare un buon numero di protostelle ancora in fase di contrazione oppure ai primi vagiti di luce. A patto di osservare in Infrarosso per penetrare l’opaca coltre di nubi polverose, ed è quello che ha fatto HST.

IC 2631 in un’immagine a largo campo dell’ESO in cui è selezionata la sorgente J1672835.29-763111.64 mostrata ingrandita nella ripresa di HST.

Nello specifico, il telescopio spaziale è stato puntato verso la sorgente denominata J1672835.29-763111.64, già catalogata come protostella (YSO). Le stelle appena nate brillano principalmente per la radiazione termica rilasciata dalle nubi di polvere intorno e dal nucleo stellare ancora in fase di accrescimento e contrazione. Quando la nuova stella avrà accumulato abbastanza massa da sostenere la fusione dell’idrogeno nel suo nucleo, tutto il materiale intorno sarà progressivamente spazzato via e la stella diventerà visibile. Parte del materiale resterà in orbita in un disco e potrà essere sede di formazione planetaria.

Questa immagine fa parte di un sondaggio di 312 sorgenti poste in nubi molecolari, già identificate dai telescopi spaziali Spitzer e Herschel nel medio infrarosso. La migliore risoluzione di Hubble in Infrarosso vicino, permette di poter scrutare meglio i loro paraggi e catturare dettagli molto fini in tali ambienti.

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