Un’altra stella variabile scoperta da amatori italiani

È un sistema doppio a eclisse nella costellazione dell'Auriga

In un sistema doppio a eclisse la luminosità complessiva dipende dalle posizioni reciproche delle componenti e dalle loro dimensioni (ESO)

Il suo nome di catalogo è 2MASS 05141676+3325142 ed era un’irrilevante stellina nella costellazione dell’Auriga, riportata di magnitudine 16,3 nel database Gaia EDR3, sino a quando non è stata riconosciuta la sua variabilità.

La nuova stella variabile nelle lastre della Digitized Sky Survey. Il campo è di circa 20 arcmin (ESO/Dss2).

A svelare la sua natura di stella variabile è stato il gruppo amatoriale italiano GUNVAG Team – composto da rappresentanti delle associazioni Gruppo Astrofili Palidoro, Gruppo Astrofili Galileo Galilei, Osservatorio Astronomico Nastro Verde e Telescopio Remoto UAI (Unione Astrofili Italiani) – con già all’attivo altre dieci scoperte nello stesso ambito di studio.

2MASS 05141676+3325142 si è dimostrato essere un sistema binario a eclisse distante 6.723 anni luce e le osservazioni del gruppo hanno permesso di stabilire, grazie ai cali luminosi registrati, che le due stelle compiono una rivoluzione completa in 1 giorno, 19 ore e 40 minuti.

La variabilità della stella rivelata dalle misure fotometriche. la curva di luce è quella inequivocabile di un sistema a eclisse.
GUNVAG Team

Per conseguire questo risultato, il gruppo ha osservato il sistema per più di un anno raccogliendo una grande quantità di dati con precise misure di luminosità, non senza la concorrenza del sistema automatizzato Zwicky Transient Facility (ZTF) dell’Osservatorio Palomar che ripetutamente scansiona tutto il cielo sopra la postazione alla ricerca di transienti ottici di qualsiasi tipo.

Ciononostante, i dati della ZTF sono serviti per avere una migliore copertura della curva di luce, confermare la nuova variabile e caratterizzarla, adesso designata come GUNVAG_V11. Il sistema è formato da due stelle di massa e dimensioni simili al Sole separate di circa 4 milioni di chilometri, cioè circa 10 volte la distanza Terra-Luna. Lungo la nostra direzione di vista, l’orbita del sistema appare inclinata di 88°.

La sorgente è stata così inserita nello specifico catalogo dell’American Association of Variable Star Observers (AAVSO) che ne assegna la scoperta a Giuseppe Conzo, Mara Moriconi, Paolo Giangreco Marotta, Gabriele Spaziani, Paolo Zampolini, Giorgio Mazzacurati, Nello Ruocco, Giorgio Bianciardi.

Le prossime osservazioni permetteranno di caratterizzare meglio le due stelle che formano il sistema ad eclisse.

Link alla pagina della AAVSO:https://www.aavso.org/vsx/index.php?view=detail.top&oid=2224483

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