La mappa radio più dettagliata di M31

Per lo studio della galassia a 6,6 GHz è stato utilizzato il Sardinia Radio Telescope

Tanto vicina quanto ancora poco conosciuta in dettaglio: è la Galassia di Andromeda (Messier 31). Distante 2,4 milioni di anni luce, M31 è la sorella appena più estesa della nostra Via Lattea ed entrambe dominano il Gruppo Locale, di cui conosciamo a oggi poco più di cento membri, in larga parte di piccola massa e luminosità.

Nonostante la posizione di netta rilevanza, molto resta ancora da conoscere di M31, specialmente alle lunghezze d’onda radio. Ora un gruppo internazionale, guidato da Sofia Fatigoni della University of British Columbia e colleghi dell’Università La Sapienza di Roma/INAF, ha prodotto una nuova e dettagliata mappa nel dominio delle microonde alla frequenza di 6,6 GHz (Figura 1).


Figura 1
A sinistra: immagine finale di M31 dopo la media sull’intera larghezza di banda a 6,6 GHz. A destra: la stessa immagine dopo la sottrazione delle sorgenti puntiformi. Entrambe le mappe sono caratterizzate da una risoluzione angolare di 2,9 gradi (Fatigoni et al. 2021)

Mai in precedenza era stato eseguito un sondaggio radio tra 1 e 22 GHz su una regione così ampia di cielo (alcune decine di volte l’area coperta dalla Luna Piena). L’osservazione è infatti resa difficile dall’emissione molto debole in tale regione dello spettro elettromagnetico. Tuttavia, è a tali lunghezze d’onda che possiamo indagare alcuni dei fenomeni più interessanti, come la formazione stellare.

“Questa immagine ci consentirà di studiare la struttura di Andromeda e il suo contenuto in modo più dettagliato di quanto sia mai stato possibile”, ha dichiarato Fatigoni, “Comprendere la natura dei processi fisici che avvengono all’interno di Andromeda ci permette di capire più chiaramente cosa accade nella nostra galassia, come se stessimo guardando noi stessi dall’esterno”.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla squisita sensibilità del Sardinia Radio Telescope (Srt), il gioiello italiano dotato di un paraboloide completamente orientabile di ben 64 metri e la correzione della superficie adeguata per operare con la massima risoluzione a tali alte frequenze.

Srt ha osservato per 66 ore, “spazzolando” ripetutamente la regione per acquisire i dati necessari per comporre la mappa. A tale scopo, il gruppo ha sviluppato e implementato uno specifico software grazie il quale sono state identificate deboli sorgenti tra cui un centinaio di tipo puntiforme.

Con tali misure si è potuto stimare il tasso di formazione stellare e la struttura della grande galassia.“Combinando questa nuova immagine con quelle in precedenza acquisite, abbiamo compiuto significativi passi avanti nel chiarire la natura delle emissioni a microonde di Andromeda e permettendoci di distinguere i processi fisici che si verificano in diverse regioni della galassia”, ha affermato Elia Battistelli de La Sapienza e coordinatore dello studio.

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