La pulsar trovata dal PC di casa

UN RISULTATO OTTENUTO GRAZIE AL PROGETTO EINSTEIN@HOME

Einstein@Home è un progetto di “calcolo distribuito” per la ricerca di segnali che evidenzino la presenza di sorgenti di onde gravitazionali prodotte da buchi neri, pulsar e altri oggetti astrofisici “estremi”.

Questo progetto è stato lanciato nel 2005 e negli anni si è aggiornato per utilizzare l’enorme potenza di calcolo in altre ricerche affini, come quella che ha portato alla scoperta di una pulsar.

Il calcolo distribuito è una forma di citizen science “passiva”, poiché i volontari non prendono parte direttamente nella ricerca, ma si limitano a mettere a disposizione le Gpu dei propri computer quando non sono in uso, con lo stesso meccanismo di un software salvaschermo.

La potenza del calcolo distribuito ha permesso a un team di ricercatori del Max Planck Institute for Gravitational Physics – Albert Einstein Institutedi Hannover, di individuare una stella di neutroni nella sorgente adesso nota come PSR J2039-5617, distante circa2900 anni luce,le cui rapide pulsazioni di raggi gamma sono state registrate dal telescopio spaziale Fermi della Nasa.

Per questo studio sono stati coinvolti migliaia di volontari, tanto che in appena due mesi è stato svolto un lavoro equivalente a circa 500 anni di un singolo computer. Grazie anche a loro, si è scoperto che la pulsar forma un sistema binario con una piccola stella di circa un sesto la massa del Sole, sferzata dalle intense radiazioni di alta energia prodotte dalla pulsar, tanto da farla letteralmente evaporare. Questa evaporazione comporta una costante perdita di massa, con modificazioni orbitali imprevedibili.

La luminosità del sistema varia in base al periodo orbitale, in dipendenza del lato rivolto verso la Terra. La pulsar infatti riscalda un solo lato della stella, facendola diventare più ampia e luminosa con un periodo di 5,5 ore, pari a quello orbitale. Mentre la stella di neutroni ruota come una trottola, facendo 377 giri al secondo.

La massa persa dalla stella forma delle nuvole di particelle cariche elettricamente che assorbono le onde radio e rende impossibile rivelare l’emissione pulsante a queste lunghezze d’onda.

Si è prevista l’esistenza di decine di sistemi con caratteristiche simili a J2039-5617 e i ricercatori si aspettano di trovarli, grazie anche al progetto Einstein@Home. Per saperne di più su questa scoperta e su altri progetti, segui la rubrica di citizen science su Cosmo.

Iscriviti alla newsletter

Email: accetto non accetto