Nubi di Magellano senza segreti con Smash

LIBERAMENTE DISPONIBILE LA DETTAGLIATA SURVEY DELLE DUE VICINE GALATTICHE

Deepest, widest view of the Large Magellanic Cloud from SMASH

Tra la cinquantina di satelliti della nostra Galassia, hanno un ruolo prominente le due Nubi di Magellano, ben visibili a occhio nudo dal cielo meridionale. Grazie alla loro relativa vicinanza, sono un laboratorio naturale dove indagare con grande dettaglio una varietà di fenomeni.

La Grande (Lmc) e Piccola (Smc) Nube di Magellano sono più piccole della Via Lattea, ma sono oggetti tutt’altro che modesti, che ripropongono tutte le strutture presenti nelle galassie maggiori, comprese galassie nane sferoidali satelliti legate ad esse, come forse i sistemi Columba I, Reticulum III, Phoenix II e Horologium II. Le due Nubi permettono di osservare anche enormi regioni di intensa formazione stellare e differenti popolazioni e ricordiamo che la Lmc ha ospitato l’ultima supernova visibile a occhio nudo, la SN1987A.

Le due Nubi sono spesso state oggetto di studio in passato, però mai con il dettaglio raggiunto nel recente Survey of the Magellanic Stellar History (Smash) che si avvale dei dati ottenuti con la Dark Energy Camera (Decam) da 520 megapixel, abbinata al Victor M. Blanco Telescope da 4 metri, presso l’Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo(Ctio) in Cile.

Grazie alla loro vicinanza, le due Nubi esibiscono enormi dimensioni apparenti nel cielo, pari a circa 2400 gradi quadrati, perciò è stato necessario un lungo programma di osservazione per eseguire una loro mappatura completa. Un ruolo determinante è stato giocato dall’esteso campo di vista della Decam (3 gradi quadrati, distribuiti su un mosaico di 62 Ccd), ma sono state comunque necessarie 50 notti osservative per completare il progetto.

Un’immagine della Piccola Nube di Magellano ottenuta con i dati Decam (elaborazione di Travis Rector, Mahdi Zamani, Davide De Martin)

C’è lavoro per tutti!

“Queste galassie sono state studiate per decenni, ma Smash è stato utilizzato per mappare la loro struttura in tutta la loro enorme estensione e aiutare a comprendere la loro misteriosa formazione”, spiega David Nidever, della Montana State University e Principal Investigator del sondaggio.

I dati raccolti da Smash si prestano per essere utilizzati in più ambiti, oltre agli studi già eseguiti e pubblicati, quindi si attendono altri importanti risultati, in particolare riguardo l’intenso episodio di formazione stellare che si innescato dopo un incontro molto ravvicinato.

Grazie alla rassegna Smash, si prevede di ricostruire la storia evolutiva delle due galassie, anche grazie alla collaborazione di citizen scientist ai quali saranno demandate specifiche indagini, come la ricerca di ammassi e studi sul contenuto metallico delle singole stelle.

I dati della campagna di osservazione sono liberamente disponibili, attraverso le piattaforme Astro Data Lab e Astro Data Archive,presso il Community Science and Data Center (Csdc) di Noirlab.

In apertura un’immagine della Grande Nube di Magellano ottenuta con i dati Decam (elaborazione di Travis Rector, Mahdi Zamani, Davide De Martin).

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 266 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.