I satelliti Starlink sono diventati più scuri

UNO STUDIO RIVELA CHE IL TRATTAMENTO DELLA SUPERFICIE FUNZIONA

Sin dal primo lancio è nato un acceso dibattito sugli effetti negativi delle mega-costellazioni satellitari nell’osservazione astronomica. In particolare, i satelliti Starlink hanno messo in allarme la comunità astronomica, dopo l’osservazione di caroselli di luci in varie parti del mondo.

Nonostante le rassicurazioni in fatto di visibilità solo per poche ore prima e dopo il tramonto del Sole, sono emerse evidenze osservative di tracce satellitari registrate in piena notte dai dispositivi d’imaging, benché invisibili a occhio nudo. La preoccupazione per le sorti del cielo è diventata alta e anche organismi scientifici internazionali hanno manifestato fermamente a riguardo. Di fronte alla crescente protesta internazionale, lo stesso Elon Musk, in merito alla costellazione Starlink, ha comunicato che il suo team avrebbe studiato soluzioni per minimizzare il problema.

Una delle soluzioni proposte prevedeva di ricoprire i satelliti con un trattamento opaco a bassissima riflettività della luce. A tale scopo, nel gennaio 2020, SpaceX ha lanciato DarkSat, un prototipo sperimentale ricoperto con un rivestimento antiriflesso, chiedendo agli astronomi di valutare quanto fosse efficace.

Sin dalle prime verifiche è emerso che il trattamento riduce la riflettività, ma non tanto quanto auspicato dalla comunità scientifica e dagli astrofili.

Osservazioni mediante filtri fotometrici standard, compiute dal telescopio Murikabushi di 105 cm dell’Osservatorio astronomico di Ishigakijima, in Giappone, confermano che il trattamento non rende completamente invisibile il satellite sperimentale, ma ne attenua circa della metà la brillanza rispetto ai satelliti Starlink non trattati.

Gli astronomi giapponesi hanno osservato il satellite sperimentale DarkSat più volte nel corso del 2020 (10 aprile, 18 maggio e 11 giugno) riscontrando che il trattamento antiriflesso non mostra una risposta lineare, ma è più efficace alle lunghezze d’onda minori e pressoché nullo in quelle maggiori.

È già qualcosa ed è auspicabile che tale trattamento venga applicato ai prossimi satelliti in lancio, in attesa di un rivestimento ancora più efficace. Nel frattempo, il numero di satelliti continua a crescere, poiché il programma di lancio prosegue senza interruzioni, ed è sempre più frequente l’avvistamento di tali satelliti.

Nella foto, un avvistamento di alcuni Starlink luminosi quasi quanto Giove, nonostante la presenza di consistenti velature nuvolose. 4 dicembre 2020 h 18:10, teleobiettivo 300 mm f/4.5 (posa di 30 s).

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 257 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.