Gaia Early Dr3, il miglior catalogo stellare di sempre

PUBBLICATO IL CATALOGO DI 1,8 MILIARDI DI STELLE DELLA NOSTRA GALASSIA

Più di un miliardo e ottocentoundici milioni, questo il numero di stelle contenute nel catalogo della Early Data Release 3 (Edr3) della missione spaziale Gaia dell’Esa. Oltre alle posizioni delle stelle, per la stragrande maggioranza di esse il catalogo comprende anche misure delle distanze e dei loro movimenti celesti, nonché di luminosità e colore.

Un censimento minuzioso, il più dettagliato a oggi della Via Lattea, che vaa rimpiazzare il già ricco catalogo rilasciato dalla stessa Gaia nel 2018, raggiungendo una precisione ancora più elevata e un campionamento più omogeneo del cielo, grazie a oltre un anno di osservazioni aggiuntive e a una forte riduzione degli effetti sistematici.

Questa preziosa banca dati permetterà un’analisi sempre più approfondita dell’Universo a noi vicino, fornendo la materia prima per innumerevoli scoperte nell’indagine del nostro ruolo nel cosmo.

Il contributo italiano

“L’obiettivo della missione Gaia di realizzare la più accurata mappa tridimensionale della nostra Galassia è pienamente sostenuto dall’Italia”, spiega Barbara Negri, responsabile dell’Esplorazione e dell’osservazione dell’Universo dell’Asi, “che partecipa molto attivamente al Data Processing and Analysis Consortium (Dpac). In particolare, l’Asi sta gestendo le attività del Gaia Data Processing Center italiano presso Altec, Torino e quelle più scientifiche previste presso l’Asi Space Science Data Center (Ssdc), e fornisce anche un importante supporto al team scientifico di Inaf. In questo modo potranno essere garantiti al nostro Paese gli importanti ritorni scientifici nel campo dell’astrofisica».

Il centro di processamento dati a Torino è l’unico in Italia dei sei complessivi sul territorio europeo, interamente dedicato alla validazione astrometrica e contenente tutti i dati di missione per un totale ad oggi di oltre 1,5 milioni di gigabyte. L’Inaf vede coinvolte nel Dpac le sue strutture di Bologna, Catania, Firenze, Napoli, Padova, Roma, Teramo e Torino (dove risiede il management nazionale).

“Tra i primi risultati scientifici, ottenuti durante la validazione del catalogo, spicca l’identikit completo di oltre 330mila stelle entro una distanza di 100 parsec dal Sole (equivalente a quasi 330 anni luce), che ricostruisce la loro distribuzione 3D e i loro moti, classifica le loro proprietà e individua tra esse i sistemi di stelle doppie. Prima di Gaia, si conosceva con precisione la distanza solo del 10 per cento di stelle entro questo volume”, commenta Mario Lattanzi, dell’Istituto nazionale di astrofisica  e responsabile nazionale, per conto dell’Asi e dell’Inaf, della partecipazione nazionale alla missione Gaia.

I nuovi dati spaziano su tutta la Galassia e oltre, rivelando i movimenti oscillatori delle stelle nelle frange più esterne della Via Lattea, nonché la rotazione delle stelle nella Grande Nube di Magellano, una delle galassie satelliti della nostra, e il “ponte” di stelle che fluiscono verso di essa dalla sua vicina, la Piccola Nube di Magellano.

Non solo Via Lattea

Il catalogo comprende anche 1,6 milioni di quasar, i cuori di galassie lontane la cui enorme luminosità proviene dall’attività dei buchi neri super-massicci nei loro centri. Queste osservazioni del cosmo più remoto sono fondamentali per ancorare il nostro sistema “locale” di misure celesti, e con la precisione di Gaia hanno permesso di stimare l’accelerazione del Sistema solare nel suo moto intorno al centro della Via Lattea, pari a 7 millimetri al secondo nel corso di un anno, per la prima volta utilizzando dati in banda ottica.

La Early Data Release 3 rappresenta il miglior catalogo astrometrico e fotometrico stellare di sempre, ma  i ricercatori sono già al lavoro per realizzare la versione completa del terzo catalogo (Gaia Data Release 3), il cui rilascio è previsto per il 2022, con una serie di dati aggiuntivi, tra cui la classificazione dei sistemi binari di stelle e un catalogo esteso di asteroidi nel Sistema solare.

Il satellite Gaia continuerà a raccogliere dati fino alla fine del 2025 e seguiranno ulteriori cataloghi, man mano che i nuovi dati vengono processati e analizzati.

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