Confermata l’origine artificiale di 2020 SO

SI TRATTA DELLO STADIO SUPERIORE DI UN RAZZO LANCIATO NEL 1966

È stata accertata la natura artificiale dell’oggetto 2020 SO, scoperto a settembre dagli astronomi del Pan-Starrs 1 che si occupano di ricerca di asteroidi vicini alla Terra.

2020 SO, ora in orbita intorno al nostro pianeta, aveva catturato l’attenzione per le sue piccole dimensioni e la traiettoria insolita. Utilizzando i dati raccolti presso l’Infrared Telescope Facility (Irtf) della Nasa (foto) e analizzati dal Center for Near-Earth Object Studies (Cneos) presso il Jet Propulsion Laboratorydella Nasa, gli scienziati hanno potuto confermare che questo oggetto è proprio una parte di un razzo Centaur lanciato negli anni 60.

Dalle osservazioni era emerso che 2020 SO si stava avvicinando alla Terra e che lo aveva già fatto in passato. Ricostruendo la sua orbita, è emerso che si trovava molto vicino al nostro pianeta nel 1966, tanto da suggerirne l’origine artificiale. Paul Chodas, direttore del Cneos, ha pensato che si trattasse dello stadio superiore del razzo Centaur che trasportava la sfortunata missione Surveyor 2 che si schiantò sulla Luna.

Sono seguite osservazioni spettroscopiche da parte di Vishnu Reddy, del Lunar and Planetary Laboratory presso l’Università dell’Arizona, mediante l’Irtf della Nasa e il Large Binocular Telescope (Lbt) in Arizona (che vede un 25% di partecipazione italiana con l’Inaf). Tutte queste osservazioni suggerivano un’origine artificiale; in particolare, l’analisi spettrale mostrava una composizione simile a quella dei materiali usati per i booster Centaur.

La conferma è arrivata il 1° dicembre 2020, quando un altro relitto spaziale in orbita terrestre, un razzo Centaur D del 1971 si è trovato in condizioni favorevoli per ricavarne uno spettro di riferimento. Quando il suo spettro è stato confrontato con quello di 2020 SO, è emersa la totale coerenza. È stato così definitivamente determinato che 2020 SO è un “satellite artificiale temporaneo” sino a marzo 2021, quando riprenderà la sua orbita solare.

Intanto, l’oggetto ha raggiunto il perigeo lo scorso 1° dicembre, e gli studiosi contano di proseguire nelle operazioni di analisi, poiché 2020 SO, insieme ad altri oggetti simili, permette di ottenere preziose informazioni sul degrado dei materiali nello spazio dopo decenni di permanenza.

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 266 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.