Dopo 25 anni di esopianeti siamo a quota 4276

INTANTO TESS HA INIZIATO LA MISSIONE ESTESA CON ALCUNE NOVITÀ

La ricerca di esopianeti, a partire dalla prima scoperta del 1995, è uno dei settori consolidati della ricerca e ormai a fare notizia sono le scoperte di oggetti e sistemi particolari. Tuttavia, la ricerca procede spedita e con una certa frequenza viene aggiornato il censo dei mondi conosciuti considerati più ordinari che sono in netta maggioranza.

Nell’aggiornamento del 3 settembre scorso sono stati annunciati, come confermati, ben 75 nuovi esopianeti, portando il totale a 4276.

Tra gli ultimi aggiunti, 50 sono stati trovati nei vecchi dati di Kepler, utilizzando un algoritmo d’intelligenza artificiale; 12 sono stati identificati con il metodo dei transiti nei dati, sempre di Kepler, nella missione K2; 10 sono stati rilevati con il metodo della velocità radiale; tre grazie al fenomeno del microlensing e uno per imaging diretto.

Quest’ultimo è 2Mass J01033563-5515561 AB b, in orbita intorno al sistema binario di piccola massa, formato da due stelle nane rosse, di cui la principale di classe M5,0 con magnitudine visuale 15,4, sita nella costellazione australe della Fenice. Quello che si è scoperto essere un pianeta era considerato l’elemento C del sistema, ma se ne sospettava la natura di oggetto sub-stellare già da qualche anno.

Questo sistema stellare è anche abbastanza luminoso nei raggi X (vedi la figura che confronta il vicino infrarosso nel sondaggio 2Mass e il flusso rivelato dall’osservatorio orbitale Xmm-Newton). La cosa non deve sorprendere, perché le nane rosse sono spesso stelle irrequiete che emettono energetici brillamenti X, più di quanto faccia il nostro Sole.

Nel frattempo, il cacciatore di pianeti Tess della Nasa ha ultimato la missione primaria, riprendendo circa il 75% del cielo e ha iniziato la missione estesa. Nei primi due anni di attività, ha trovato 66 nuovi esopianeti, tra cui TOI 700 d, il primo pianeta roccioso di dimensioni terrestri posto nella zona abitabile della sua stella. Monitorando settori di cielo di 24×96 gradi, per circa un mese attraverso le quattro telecamere di cui è dotato, Tess ha rivelato quasi 2100 candidati in attesa di conferma.

Nella prima fase della missione estesa, che durerà sino a settembre 2022, Tess torna a osservare il cielo meridionale, introducendo dei perfezionamenti tecnici per conseguire una maggiore efficienza nella raccolta dati. Ora viene catturata l’immagine completa di un settore ogni 10 minuti, circa tre volte più velocemente di prima, coni dati di luminosità di migliaia di stelle. Così si potranno discriminare meglio le oscillazioni e i brillamenti stellari dai cambiamenti luminosi prodotti dai transiti planetari rilevati dal satellite.

Ci si attende che questa nuova missione produca anche altri risultati per quanto concerne la fisica e l’evoluzione stellare, come è avvenuto nella prima fase. Infatti, Tess non scopre soltanto pianeti, ma osserva oggetti del Sistema solare, sistemi stellari multipli e addirittura buchi neri supermassicci al centro di galassie esterne nell’atto di distruggere stelle.

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