Due nane brune antichissime e fredde

LE HANNO SCOPERTE I CITIZEN SCIENTIST DI BACKYARD WORLDS

Con il progetto Backyard Worlds, finanziato dalla NASA, sono coinvolti volontari da tutto il mondo per partecipare attivamente nella ricerca del fantomatico Pianeta 9, ipotizzato da alcuni scienziati per giustificare le orbite di alcuni oggetti trans-nettuniani estremi.

In tale progetto si analizzano le immagini prese dall’osservatorio spaziale Near-Earth Object Wide-Field Infrared Survey Explorer (Neowise) della Nasa per confrontarle con quelle della volta celeste in infrarosso medio catturate durate la missione primaria tra il 2000 e 2011 (Wise All-sky Survey).

Neowise ricerca e osserva primariamente asteroidi, ma scopre anche comete, tra cui la splendida C/2020 F3 che sta dando spettacolo in queste settimane. Tuttavia, nelle immagini di Neowise si nascondono altre sorgenti poste fuori il Sistema Solare e si dimostra anche un valido strumento per indagare e scoprire oggetti freddi, come le nane brune, cioè quei corpi celesti a metà strada tra un pianeta gigante e una stella nana rossa.

Le nane brune sono intrinsecamente deboli, pure in infrarosso, e sono difficili da rilevare anche a poche decine di anni luce di distanza: qui entrano in gioco i citizen scientist, una schiera di amatori che, con pazienza e metodologia standardizzata, controllano le immagini prese dal satellite, segnalando i casi interessanti. Ed è stato così che gli astronomi hanno confermato due vicine nane brune piuttosto insolite, e annunciato la loro scoperta in un articolo che vede come co-autori sei partecipanti al progetto.

Le nuove aggiunte, Wise 1810 e Wise 0414, sono alquanto rare, essendo nane brune isolate di tipo T estremo, cioè abbastanza vecchie da essere anche fredde, tanto da apparire quasi indistinguibili da un gigante gassoso, con dimensioni appena più grandi del nostro Giove.

Le nane brune, infatti, nel tempo si raffreddano e cambiano pure aspetto: appena formate, sono quasi indistinguibili da una nana rossa, ma gradualmente assomiglieranno sempre più a un pianeta gigante. Si ritiene che le due nuove scoperte abbiano circa 10 miliardi di anni e che abbiano avuto tutto il tempo per raffreddarsi, pur avendo 75 masse gioviane a testa, quasi presso il limite superiore di 80, oltre il quale si entra nel dominio delle stelle vere e proprie.

Per gli scienziati sono quanto di più simile a giganti gassosi finora scoperti tra gli oggetti formati con la prima generazione di stelle nella nostra Galassia e possono aiutare a comprendere meglio la fisica degli esopianeti.

Le due nane brune hanno composizioni chimiche molto insolite: esibiscono negli spettri pochissimo ferro e denunciano una formazione in un ambiente tipico della seconda generazione di stelle, quella più antica. Il tenore di ferro in una di esse è almeno trenta volte minore di quello di una tipica nana bruna.

I nuovi oggetti sono stati individuati grazie al moto proprio, rilevato dal confronto tra le immagini di archivio e quelle recenti, da cui si evidenzia lo spostamento. Un veloce moto proprio intrinseco è già un indicatore di relativa vicinanza dell’oggetto, quindi l’oggetto identificato può essere un ottimo candidato, ed è questo che fanno principalmente i volontari: scoprire sorgenti in movimento, facendo scorrere le immagini come in una GIF animata. L’analisi spettrale è il secondo criterio che permette di discriminare, ed eventualmente confermare, la natura della sorgente.

“La scoperta di queste due nane brune dimostra che gli appassionati di scienza possono contribuire al progresso scientifico”, dice l’autore principale dello studio, Adam Schneider dell’Arizona State School of Earth and Space Exploration di Tempe. “Attraverso Backyard Worlds, migliaia di persone possono lavorare insieme per trovare oggetti insoliti nella nostra regione galattica”.

Al progetto hanno già aderito in 150 mila volontari, e chi volesse unirsi a questa folta schiera, potrà farlo visitando la pagina dedicata nel sito di Zooniverse.

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