Tess scopre un giovanissimo nettuniano

IL PIANETA ORBITA ATTORNO A UN’IRREQUIETA NANA ROSSA

AU Microscopii è una giovane stella nana rossa nella costellazione australe del Microscopio, distante 31,9 anni luce e con un’età di circa 20-30 milioni di anni. Fa parte di un vicino gruppo chiamato Beta Pictoris Moving Group, che prende il nome dalla calda e massiccia stella di tipo A che ospita due pianeti, nonché una delle prime intorno a cui fu appurata la presenza di un disco di detriti, nei primi anni 80.

AU Mic è una stella variabile poiché ancora in fase di contrazione ed è anch’essa circondata da un disco di detriti residui della sua formazione, entro il quale gli astronomi hanno cercato indizi della presenza di almeno un pianeta. Essendo la stella giovanissima, questi pianeti sarebbero tra i più giovani conosciuti e pressoché ancora in formazione.

All’interno del disco erano stati già identificati dei grumi polverosi in movimento, ma ora un gruppo di astronomi, grazie ai dati raccolti da Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) e il dismesso Spitzer Space Telescope, riporta la scoperta di un vero pianeta, denominato AU Mic b, con dimensioni simi a quelle di Nettuno.

AU Mic b completa un’orbita ogni 8,5 giorni e ha una massa pari a 58 terre. Gli astronomi pensano che si sia formato lontano dalla sua stella e sia gradualmente migrato verso la sua orbita attuale più interna, fenomeno che avviene quando i pianeti interagiscono con un disco di detriti o con altri pianeti.

AU Mic è una variabile piuttosto irrequieta e non rende agevoli le osservazioni: possiede un forte campo magnetico e produce estese regioni scure da cui scaturiscono dei potenti flare (brillamenti), anche più intensi di quelli solari.

Nel luglio 2018, proprio durante le osservazioni di Tess, la stella ha prodotto numerosi flare che hanno interferito con le delicatissime misure di luminosità entro le quali si dovevano cercare le impronte di un transito planetario. Rimossi questi effetti dai dati, sono state trovate le tracce di AU Mic b.

Di solito, sono necessari almeno due transiti per confermare la presenza di un pianeta, ma il secondo transito avveniva quando il satellite era in fase di scaricamento dati, nel punto più vicino alla Terra della sua orbita. Perciò al gruppo è stato concesso del tempo di osservazione con Spitzer, grazie al quale sono stati seguiti altri due transiti nel 2019, che hanno confermato il periodo orbitale dell’esopianeta.

Poiché la quantità di luce bloccata da un transito dipende dalle dimensioni del pianeta e dalla distanza orbitale, i transiti forniscono una misura diretta delle dimensioni di AU Mic b, circa l’8% più grande di Nettuno. La massa del pianeta è stata invece determinata tramite misure della velocità radiale eseguite da terra.

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