Rimandato a ottobre il touchdown di Osiris-Rex su Bennu

È LA PRIMA MISSIONE NASA PER IL RECUPERO DI CAMPIONI DA UN ASTEROIDE

Su Cosmo 7 di giugno descriviamo come è stato scelto il punto di prelievo campioni sulla superficie dell’asteroide, con il concorso di migliaia di citizen scientist. La delicata operazione, programmata per il 25 agosto nel sito denominato Nightingale del piccolo asteroide Bennu, è stata rimandata al 20 ottobre, mentre l’11 agosto la sonda Osiris-Rex della Nasa si limiterà ad avvicinarsi alla superficie di Bennu per una seconda prova delle manovre necessarie per il prelievo (una prima prova è stata eseguita con successo ad aprile).

La situazione è delicata, perché lo studio ravvicinato dell’asteroide, di soli 500 metri di diametro, ne ha rivelato una natura molto particolare. Fra i risultati più importanti c’è stata la scoperta che la superficie di Bennu è attiva: dall’asteroide vengono scagliate pietre nello spazio, e non è ancora chiaro quale ne sia la causa. Inoltre, si è scoperto che l’asteroide è in pratica un ammasso di rocce, probabilmente effetto della riaggregazione di materiale prodotto dalla disintegrazione di un asteroide più grande.

Un’origine che lo accomuna all’altro asteroide sotto esame in questi tempi, Ryugu, oggetto di prelievo campioni da parte della sonda giapponese Hayabusa-2 (a questa impresa è dedicato un articolo di Cesare Guaita su Cosmo 7). E non è tutto: molti minerali idrati sulla superficie di Bennu rivelano che potrebbe contenere molta acqua al suo interno (e che forse è la responsabile del lancio di pietre).

TagSam (Touch-And-Go Sample Acquisition Mechanism), il dispositivo di prelievo campioni di Osiris-Rex, toccherà delicatamente la superficie di Bennu per circa cinque secondi, sparerà una carica di azoto pressurizzato per smuovere il suolo alzando polvere e piccole rocce e raccoglierà i campioni prima che la sonda torni nello spazio. La missione ha a bordo riserve di azoto per tre tentativi.

Se il veicolo spaziale raccoglierà un buon campione di Bennu già il 20 ottobre, non verranno effettuati ulteriori tentativi. La sonda partirà dall’asteroide verso la metà del 2021 e porterà i campioni sulla Terra il 24 settembre 2023.

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