Una rara super-terra verso il centro galattico

IL NUOVO ESOPIANETA È STATO TROVATO MEDIANTE IL MICRO-LENSING

La tecnica del micro-lensing gravitazionale ha permesso a un gruppo di astronomi dell’Università di Canterbury di trovare un esopianeta di tipo super-terra tra le stelle del bulge galattico.

Autori principali della scoperta di questo oggetto, uno tra i pochissimi conosciuti nel bulge, sono Antonio Herrera Martin e Michael Albrow, che hanno notato l’evento tra le migliaia registrate ogni anno dall’esperimento Optical Gravitational Lensing Experiment (Ogle) operativo in Cile.

L’evento è stato osservato indipendentemente anche dal Korea Microlensing Telescope Network (Kmtnet), costituito da una serie di telescopi identici operativi in Cile, Australia e Sudafrica, che utilizzano camere dotate di sensori di grandi dimensioni, in grado di monitorare e misurare l’emissione luminosa di circa cento milioni di stelle ogni quarto d’ora. Con tali sistemi, si registrano mediamente 3000 eventi di microlente ogni anno: la maggior parte di essi è attribuita a stelle casualmente allineate ad altre, ma tra essi ci sono anche oggetti di tipo planetario, che si presentano con curve caratteristiche ben riconoscibili.

Proprio una di queste curve è stata notata da Herrera-Martin, cui è seguita l’analisi computazionale che, dopo alcuni mesi di lavoro, ha portato a stabilire che l’evento era stato generato da un oggetto di taglia planetaria, designato come Ogle-2018-blg-0677lb.

Gli autori dello studio specificano che l’effetto di microlente è piuttosto raro: solo una stella su un milione nella Galassia è interessata in ogni momento, con rare possibilità di ripetizione, per via di condizioni pressoché uniche di osservazione, specialmente per un oggetto di tipo planetario. È da qui che scaturisce l’interesse per la rara registrazione.

L’esopianeta è stato rilevato per via di una modesta distorsione della luce, durata appena cinque ore, dovuta alla combinata gravità del pianeta e della sua stella ospite, mentre erano allineati con una stella di sfondo molto più distante, amplificandone la luce secondo un particolare modello e da cui sono state determinate le caratteristiche del sistema pianeta-stella.

La stella ospite si trova a circa 24.700 anni luce, ha una massa pari a circa il 10% della nostra, mentre l’esopianeta avrebbe una massa compresa tra quella terrestre e nettuniana e percorre un’orbita in 617 giorni a una distanza simile a quella Terra-Sole.

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