Un’insolita stella pulsante a forma di goccia

TROVATA DAGLI ASTROFILI NEI DATI PUBBLICI DI TESS

Attualmente, conosciamo circa 50mila stelle variabili, di cui si occupano soprattutto gli astrofili, che spesso le scoprono dall’attenta analisi delle immagini riprese in date diverse. Alcune variabili sono intrinseche a causa di modificazioni fisiche dell’astro, altre invece variano di luminosità perché sono sistemi binari osservati circa di taglio e che periodicamente si eclissano.

Di variabili a eclisse ne conosciamo migliaia, divise in varie sottoclassi, dalle più comuni come la stella Algol, a quel migliaio circa del tipo a contatto, in cui due stelle sono quasi in procinto di fondersi. Queste informazioni sono desunte analizzando le caratteristiche curve di luce e, quando sono strane, gli esperti se ne accorgono subito.

Così è stato anche per la stella HD 74423, che ha mostrato intriganti anomalie nei dati acquisiti dal satellite Tess della Nasa, tanto da costituire il prototipo di una classe completamente nuova di variabili.

La stella è posta a circa 1500 anni luce ed è stata segnalata dagli appassionati, che hanno notato la stranezza nella variazione luminosa, mentre cercavano la firma dei transiti riconducibili a esopianeti nelle curve di luce disponibili nei dati pubblici di Tess.

A interessarsi per primo è stato Simon Murphy, un giovane ricercatore attratto dallo spettro peculiare della stella, che mostrava una netta carenza di metalli pur essendo una stella calda, circa 1,7 volte più massiccia del Sole. Questa stella è del tipo pulsante come tante altre, ma la differenza sostanziale è nel modo in cui avviene oscillazione, che non coinvolge l’intera stella, ma soltanto un suo emisfero. Stelle con queste caratteristiche erano state previste teoricamente sin dagli anni 80, ma non erano mai state osservate in precedenza.

HD 74423 forma un sistema binario con una piccola nana rossa con un’orbita che si completa in circa due giorni. A causa della vicinanza, l’attrazione della nana rossa distorce le pulsazioni della stella più massiccia, tanto da conferirle un’insolita forma a goccia.

Gli ottimi dati, già disponibili senza la necessità di altro follow-up, hanno consentito di caratterizzare meglio questo raro sistema, permettendo al team guidato da Gerald Handler, primo autore dello studio, di determinare la fonte della pulsazione poiché si osserva ciclicamente il lato che punta verso la stella compagna e la faccia esterna con la stella principale che, a sua volta, pulsa da una sola parte.

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