La più grande esplosione dopo il Big Bang

È STATA PRODOTTA DA UN ENORME BUCO NERO IN UN AMMASSO DI GALASSIE IN OFIUCO

Un team di astronomi guidato dall’astrofisica italiana Simona Giacintucci, in forze al Naval Research Laboratory di Washington, ha individuato un’esplosione da record, originata da un buco nero super-massiccio situato al centro di una lontana galassia.

Il botto da Guinness è stato rilevato nell’Ammasso di Ofiuco, un enorme agglomerato di migliaia di galassie a circa 390 milioni di anni luce da noi. Al centro di questo ammasso si trova una grande galassia, contenente a sua volta un buco nero super-massiccio, che si nutre del gas circostante, espellendo occasionalmente grandi quantità di materia ed energia a velocità relativistiche. Secondo i ricercatori, questa è la fonte dell’eruzione osservata.

La scoperta è avvenuta analizzando i dati in banda X raccolti con i telescopi spaziali Chandra della Nasa e Xmm-Newton dell’Esa, e i dati radio del Murchison Widefield Array (Mwa), in Australia, e del Giant Metrewave Radio Telescope (Gmrt), in India.

Già osservazioni di Chandra del 2016 avevano rivelato un indizio di questa immensa esplosione: un insolito “bordo curvo” nell’immagine in raggi X dell’ammasso. I ricercatori ipotizzarono che si trattasse di una cavità nel gas caldo circostante, scavata dai getti provenienti dal buco nero.

Le indagini più recenti hanno confermato l’ipotesi: si tratta di un’esplosione talmente devastante da scavare una cavità nel gas incandescente che circonda il buco nero. Una dinamica simile a quella dell’eruzione del vulcano St. Helens del 1980 nello stato di Washington (Usa), che strappò via la cima della montagna, dice Giacintucci. “La differenza è che, nel cratere prodotto da questa eruzione nel gas dell’ammasso, ci potrebbero stare quindici galassie grandi come la Via Lattea, una accanto all’altra”.

Le intense emissioni radio di questo fenomeno, rivelate dai radiotelescopi in Australia e in India, provengono da elettroni accelerati quasi alla velocità della luce dal buco nero.

In figura, la regione dell’esplosione: in rosa, i raggi X che rivelano il gas caldo diffuso, in blu le emissioni radio, in bianco, la radiazione infrarossa. In basso a destra un ingrandimento basato sui raggi X.

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