Nuovi esopianeti intorno a nane rosse vicine

Identificato il più vicino Nettuno-freddo e due super-Terre in zona abitabile

La scoperta di nuovi esopianeti non conosce battute d’arresto; anzi, grazie ai nuovi programmi di ricerca dal suolo, sta conoscendo una fase di notevole sviluppo. Un “nettunoide”(un esopianeta con caratteristiche analoghe al nostro Nettuno) e due rocciosi in zona abitabile, sono tre dei cinque pianeti appena confermati intorno a nane rosse vicine, da un team guidato da Fabo Feng e Paul Butler della Carnegie.

I due pianeti potenzialmente abitabili sono in orbita intorno alle stelle GJ180 e GJ229A, la cui vicinanza li rende ottimi target verso cui puntare i potenti strumenti della prossima generazione. Si tratta di due super-terre con massa non inferiore, rispettivamente, a 7,5 e 7,9 masse terrestri e con periodi orbitali di 106 e 122 giorni.

Il nettunoide orbita intorno alla stella GJ433 ed è attualmente l’esopianeta più vicino di questo tipo. Tutti i nuovi pianeti sono stati rivelati con il metodo della velocità radiale, in grado di discriminare variazioni impensabili anche solo pochi anni fa, rendendo tale tecnica molto valida proprio su stelle di piccola massa, su cui l’azione di pianeti è più agevolmente registrabile.

Nel caso specifico, le osservazioni di conferma sono state compiute utilizzando con gli strumenti dell’Osservatorio di Las Campanas in Cile, con il Planet Searcher ad alta precisione radiale dell’Eso (Harps) all’Osservatorio di La Silla e con lo spettrometro ad alta risoluzione Echelle all’Osservatorio Keck.

Essendo le stelle più comuni nella Galassia, le nane rosse di classe M sono anche le stelle che più facilmente possono ospitare pianeti in zona abitabile, vale a dire la regione orbitale dove, alla presenza delle giuste condizioni di pressione e temperatura atmosferica, può esistere acqua liquida in superficie.

I pianeti sono spesso vicini alla stella ospite, presumibilmente bloccati con rotazioni sincrone al moto di rivoluzione, come fa la Luna con la Terra. Così, questi pianeti mostrano alla propria stella sempre lo stesso lato, la cui superficie è continuamente esposta ai ripetuti e repentini flare emessi da questi astri.

Tuttavia, si spera che qualcuno di questi pianeti presenti condizioni abbastanza favorevoli allo sviluppo della vita. Tra i nuovi mondi, il più promettente è GJ180 d, la super-Terra temperata più vicina al Sistema Solare, che i calcoli indicano non essere ordinatamente chiusa alla sua stella.

Non meno interessante è GJ229A c, il secondo pianeta intorno alla componente A di un sistema binario in cui la compagna GJ229B è una nana bruna, cioè un oggetto che non ha massa sufficiente per sostenere la fusione dell’idrogeno nel nucleo. Tale nana bruna è stata tra le prime a essere identificata e ripresa, e la sua presenza è indice che possono formarsi sistemi planetari misti.

Le nane brune calde potrebbero surrogare la fonte energetica rappresentata da una stella vera, ma non sarebbero degli ambienti promettenti per lo sviluppo della vita sulle loro eventuali lune, perché, durante la fase di raffreddamento, la zona abitabile tende a restringersi gradualmente. Però, tali lune potrebbero essere soggette a riscaldamento mareale come per i satelliti medicei di Giove e diventare altri possibili bersagli per i futuri strumenti dal suolo e dallo spazio alla ricerca di biomarcatori nei loro spettri. 

La grande varietà di mondi potenzialmente abitabili, anche in apparenza bizzarri, obbliga a pensare alla vita aliena anche in modo non convenzionale, poiché potrebbe essere ovunque, anche molto vicina a noi, e potremmo non accorgerci della sua presenza continuando a prendere come riferimento il solo modello terrestre. Da più parti si esorta perciò a essere pronti a qualsiasi possibilità, cercando la vita anche dove non ci si aspetti di trovarla, operando fuori dagli schemi.

Iscriviti alla newsletter

Email: accetto non accetto