Forse trovato Proxima c

È un pianeta roccioso ma troppo lontano e freddo

A nemmeno quattro anni dall’annuncio riguardante la scoperta di Proxima Centauri b, l’esopianeta più vicino in orbita intorno alla stella più vicina al Sole, gli astronomi ritengono di aver trovato forti evidenze per un secondo pianeta nello stesso sistema. Il candidato Proxima Centauri c (in breve, Proxima c) sembra essere una super-Terra con massa sei volte superiore al nostro pianeta e un periodo di rivoluzione di 5,2 anni. È stato trovato per via spettroscopica, grazie alla grande sensibilità dello spettrografo Harps installato al 3,6 m dell’Osservatorio di La Silla e lo spettrografo Uves del Very Large Telescope, entrambi dell’Eso in Cile.

Il gruppo, formato da una ventina di ricercatori guidato dall’italiano Mario Damasso dell’Inaf/Osservatorio Astronomico di Torino, ha osservato la stella tra il 2000 e 2017 alla ricerca di eventuali oscillazioni periodiche riscontrate nella velocità radiale, così come fu per la scoperta di Proxima b nel 2016 che manifesta un periodo di rivoluzione di soli 11,2 giorni.

Dopo i primi entusiasmi destati dalla posizione in Zona Abitabile di Proxima b, le attese sono state molto ridimensionate quando si è appurato che i flare prodotti dalla nana rossa, con tutta probabilità, hanno disperso l’atmosfera di quel mondo già da molto tempo, tanto da sterilizzarne la superficie. Anche per Proxima c non ci sono molte speranze che si tratti di un mondo ospitale, poiché la distanza di circa 1,5 Unità Astronomiche lo rende un corpo gelido.

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