Sorgenti misteriose che appaiono e scompaiono

Lo studio potrebbe essere aiutato da un progetto di citizen science

Curiosità e creatività sono due elementi fondamentali del fare ricerca, ma talvolta ci vuole anche una certa dose di temerarietà nell’analizzare montagne di dati e confrontare migliaia di immagini d’archivio. Se le premesse non scoraggiano, i risultati non tarderanno ad arrivare. È quello che ha fatto un gruppo di ricercatori dello IAC e dell’Università di Stoccolma, impegnato nel programma Vasco, volto a identificare sorgenti transienti. Non stiamo parlando di novae e supernovae, ma di sorgenti peculiari apparse o scomparse nell’ultimo secolo dal confronto con immagini ottenute nell’arco di alcuni decenni.

Il gruppo ha confrontato i circa 600 milioni di oggetti presenti nell’US Naval Observatory Catalog B1.0 (Usno) sino alla magnitudine di 21, con la recente rassegna Pan-STARRS DR1, che registra sorgenti fino alla alla 24a magnitudine. Nella banda rossa dello spettro, sono emersi 150 mila candidati che non avevano una controparte entro 30 secondi d’arco. È stata poi eseguita una scrematura, che ne ha ridotto il numero a circa 24 mila, di cui è stata riconosciuta la variabilità intrinseca oppure un notevole moto proprio. Un centinaio di queste sorgenti è apparso visibile in una sola epoca o scomparso nelle immagini della PS-1.

Per gli studiosi, queste sorgenti sono valide candidate nane superveloci (cioè spostatesi notevolmente nel tempo), supernovae ad alto redshift o transienti rossicci, dietro i quali potrebbero manifestarsi fenomeni astrofisici del tutto nuovi. Come sottoprodotto, Vasco ha il potenziale per scoprire oggetti rari ed estremamente variabili, facendo luce su rapide fasi di evoluzione stellare, difficili da osservare, oppure sul comportamento dei nuclei galattici attivi.

Considerata la mole di dati da analizzare, gli autori stanno valutando di organizzare un progetto di citizen science, con il quale, grazie anche supporto della Intelligenza Artificiale, sarebbe possibile ispezionare ciascuna delle 150 mila anomalie identificate.

In figura, una delle sorgenti individuate nel programma Vasco. In questo caso un confronto tra lastre POSS 1 e POSS 2 in banda r: la sorgente (RA 277,734042, Dec. 40,9054433) sembra essere svanita e mai più ricomparsa nelle immagini d’archivio successive, come SDSS e Pan-STARRS.

Iscriviti alla newsletter

Email: accetto non accetto