Che cosa c’è intorno alla stella di Boyajian?

Teorie scientifiche e ipotesi esotiche si mescolano nello studio di questa bizzarria del cielo

La stella di Boyajian fu notata nel 2016 tra i dati raccolti dal satellite Kepler ed esaminati da volontari partecipanti al progetto di citizen science chiamato Planet Hunter. È chiamata così in onore di Tabetha S. Boyajian, l’astronoma statunitense che effettuò i primi studi sulla stella, che mostrava ampie e irregolari variazioni della luminosità.
Ogni tentativo di spiegazione presentava debolezze tali da far escludere quelle più ordinarie, come il transito di pianeti o l’intrinseca variabilità stellare, tanto che qualcuno propose ipotesi esotiche, come la presenza di una struttura artificiale intorno a questa stella, situata nella costellazione del Cigno a 1468 anni luce da noi.
Specifici programmi di ascolto avviati dal progetto Seti (Search of Extra-Terrestrial Intelligence) non rivelarono emissioni degne di nota. Però non abbiamo ancora una spiegazione convincente per lo strano comportamento di questa stella.
Secondo una possibile interpretazione, le variazioni di luminosità della stella di Boyajian sono dovute a un grande disco di polveri e altri materiali con una struttura molto irregolare e mobile, come quello rappresentato in questo disegno.
Probabilmente saranno di grande aiuto le future osservazioni, anche grazie al contributo degli astrofili che possono garantire una sua sorveglianza costante.

A CACCIA DI ALTRE “VARIABILI STRANE”
E se la stella di Boyajian (identificata dalla sigla KIC 8462852, detta anche Tabby’s Star), avesse delle “sorelle” sparse nel cielo?
Un gruppo di ricercatori, guidato da Edward Schmidt (Università del Nebraska, Lincoln), si è messo alla ricerca di stelle con comportamenti simili, trovando ben 21 candidate.
Schmidt e collaboratori hanno applicato un algoritmo di ricerca automatizzata, capace di riconoscere le “curve di luce” simili a quella della stella di Boyajian, in un sottoinsieme di dati provenienti dal Northern Sky Variable Survey, un catalogo riguardante oltre 14 milioni di stelle variabili. Quindici di esse manifestano una variabilità lenta, con tassi di oscuramento alquanto simili a KIC 8462852 e potrebbero essere stelle molto simili ad essa. Le altre sei manifestano variazioni più rapide e frequenti, quasi in una versione estrema. Nei dati DR2 del satellite Gaia si rileva che queste stelle dalla variabilità inspiegabile sono astri di 1-2 masse solari, oppure giganti rosse evolute. Gli autori auspicano un’intensa campagna di studio per queste candidate, certi che da esse si arriverà alla comprensione anche dello strano comportamento di KIC 8462852.

Articolo tratto dal primo numero di COSMO. Per abbonarti clicca qui

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Informazioni su Giuseppe Donatiello 279 Articoli
Nato nel 1967, astrofilo da sempre. Interessato a tutti gli aspetti dell'astronomia, ha maturato una predilezione per il deep-sky, in particolare verso i temi riguardanti il Gruppo Locale e l'Universo Locale. Partecipa a programmi Pro-Am nello studio dei flussi stellari in galassie simili alla Via Lattea mediante tecniche di deep-imaging. Ha scoperto sei galassie nane vicine: Donatiello I (2016), Donatiello II, III e IV nel sistema di NGC 253 (2020), Pisces VII (2020) e Pegasus V (2021) nel sistema di M31. Astrofotografo e autore di centinaia di articoli, alcuni con revisione paritaria.